Focus on: L’uso della stimolazione cerebrale non invasiva per la riabilitazione di bambini ed adolescenti con disturbi dello sviluppo: una revisione sistematica

di Alessandra Finisguerra, Renato Borgatti e Cosimo Urgesi

Negli ultimi anni si è affermato l’uso di diverse tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva per favorire nell’adulto alcuni cambiamenti plastici nell’organizzazione cerebrale e per modularne alcune funzioni cognitive ed il comportamento. Recentemente, l’interesse si è esteso all’uso di tali tecniche in età pediatrica e adolescenziale con l’idea di poter rinforzare gli effetti della riabilitazione nei disturbi dello sviluppo. Sono stati quindi condotti diversi studi che hanno testato gli effetti di tali tecniche non solo su funzioni sensoriali, motorie e cognitive più semplici ma anche su funzioni più complesse relative al comportamento e alla cognizione sociale nelle popolazioni pediatriche. Tuttavia, questi studi hanno fornito dei risultati contrastanti in termini di efficacia e di tollerabilità. Con il presente studio abbiamo svolto una revisione sistematica, ossia un riassunto dello stato dell’arte, di tutti gli studi che hanno utilizzato due possibili tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva in bambini o adolescenti con disturbi dello sviluppo.

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